Il digitale nel retail: l’emergenza accelera il cambiamento

Lo scorso 12 febbraio, il Convegno di presentazione dei risultati della Ricerca 2020 dell’Osservatorio Innovazione Digitale nel Retail ha presentato in dettaglio lo stato dell’arte della digitalizzazione delle imprese Retail in Italia e analizzato con occhio critico le principali linee di innovazione.

Il settore Retail vive, da anni, profondi cambiamenti spinti dal crescente successo dell’eCommerce e dalla nascita di nuove modalità di acquisto.
Il 2020 è stato ricordato da Umberto Bertelè (Chairman degli Osservatori Digital Innovation, Politecnico di Milano) come “Annus Horribilis” nel quale l’emergenza sanitaria ha generato impatti significativi sul business dei retailer, sia PMI che appartenenti ai grandi gruppi: le PMI sono state quelle più direttamente esposte a chiusure, mentre i grandi gruppi quelli più colpiti dal drastico calo di fatturato e dalla difficoltà di ridurre i costi fissi.
Eppure, in questo anno cosi complesso, ci sono due elementi positivi: la crescita dell’e-commerce e l’evoluzione dello smartworking.

La chiusura o il ridimensionamento delle attività commerciali hanno spinto i retailerad accelerare il processo di trasformazione già in att. L’innovazione ha, dunque, assunto un ruolo centrale e il digitale ha permesso di sperimentare (anche in tempi stretti) nuove modalità di vendita e di contatto con i consumatori, oltre alla revisione di alcuni processi interni e dei metodi di misurazione delle performance.

Amazon è cresciuta in maniera impressionante (+38% di fatturato e 500.000 nuovi lavoratori solo nell’ultimo anno). Eppure è interessante evidenziare come ci siano state imprese tradizionali in grado di creare modelli ibridi tra online e offline e farli funzionare bene. Tra i casi di successo: Walmart, il più grande retailer al mondo (2,2 milioni di addetti) che è ha retto il confronto con Amazon e ha raddoppiato le vendite online con quasi 20 miliardi di utile netto 2020. O Nike, che è riuscita a recuperare la perdita di vendite causata dal lockdown con il canale e-commerce e ha inserito nei piani strategici futuri un’attenzione sempre maggiore all’online e al target più giovane. Infine il caso Inditex-Zara che per la prima volta ha ridotto il numero dei negozi monomarca e spostato gli investimenti sull’e-commerce, con l’obiettivo di farlo diventare, entro il 2022, il 25% del proprio fatturato (nel piano di investimenti: più di 3 miliardi di dollari per integrare e-commerce e store fisici, introdurre una nuova tecnologia simile all’RFID per la gestione degli ordini e una APP per indicare ai consumatori dove trovare quel capo in quella specifica taglia).

Gucci, che ha finalmente trovato il modo di vendere in modo strutturato anche online in Cina grazie al colosso Alibaba, sta aspettando il boom di vendite post pandemia (secondo Bain, le vendite online in Cina del segmento del lusso sono più che raddoppiate nel 2020, anche a causa delle restrizioni aeree e dell’impossibilità di “fare shopping in Europa”).

Tra le novità dell’e-commerce cinese: Pinduoduo, partecipata da JD e Tencent, specializzata nel mobile e nei pagamenti. In crescita Ebay ed ETSI.

L’andamento delle vendite al dettaglio nel mondo

L’intervento di Elisabetta Puglielli, Ricercatrice dell’Osservatorio Innovazione Digitale nel Retail del Politecnico di Milano, ha posto l’attenzione sui dati relativi al retail. Nei Paesi in cui la penetrazione del canale e-commerce è maggiore, il decremento di vendite totali retail è stato minore. Emblematico il caso cinese: “solo” – 4%.

Infine un focus sull’e-commerce e l’omnicanalità: le grandi catene della distribuzioni organizzata sono in fase di sviluppo del canale (come Aldi), molti lo stanno potenziando (come Tesco e Carrefour) e solo alcuni sono già in una fase di consolidamento dell’omnicanalità (soprattutto in USA).

Si fanno largo anche nuove modalità di vendita “digitale” per semplificare l’esperienza in store: Tesco ha lanciato un sistema di 3D imaging per la gestione degli ingressi e delle cose, mentre Decathlon ha sviluppato un sistema di mobile self check-out su tecnologia RFid. O addirittura negozi automatizzati che non hanno la barriera casse ma sperimentano il pagamento automatico via smartphone. Infine Target ha introdotto la vendita tramite Instagram Checkout e Ikea ha sviluppato una piattaforma che sfrutta AI e AR per visualizzare ambienti virtuali e poter acquistare online.

Concludendo: quest’attitudine verso l’e-commerce sopravviverà alla normalizzazione post pandemia?

O crescerà? O si tornerà ai valori pre-pandemia? O ci saranno nuovi modelli emergenti? Difficile, come sempre, fare previsioni. Soprattutto perché non abbiamo ancora superato l’emergenza pandemica. Nel suo intervento, Bertelè, riflette però sul fatto che è impensabile un ritorno al passato perché le imprese che era legate a quei modelli non sono sopravvissute o usciranno presto dal mercato, mentre le altre stanno potenziando gli investimenti online in piani a lungo termine. Sicuramente il consumatore ha cambiato l’approccio all’acquisto online che non è più – solo – di convenienza economica e di prezzo, ma anche di utilità e comodità (servizio, praticità, tempistica, ampiezza della gamma offerta…).

Quali le strategie su cui puntare? La gestione dei resi e il necessario abbattimento del costo deve passare attraverso una fortissima automazione o esternalizzazione (per i player più piccoli). L’e-commerce più competitivo è quello immerso in un business completo (comprensivo di digital advertising, servizi finanziari, logistica…) o caratterizzato da una forte integrazione online e offline.

Per maggiori informazioni: Presentazione Osservatorio sull’Innovazione nel Retail

Il Cinema Ritrovato: come coniugare arte e tecnologia

Mi sono fatta due regali di cultura, per iniziare il 2021 con il giusto ossigeno per il cervello. Il primo è collegato agli anni passati a Bologna e al mio amore per il cinema (quante proiezioni viste al Lumiere e in piazza Maggiore!), conditi con una dose di innovazione. Ecco il progetto “Cinema Ritrovato – fuori sala”. https://programmazione.cinetecadibologna.it/il-cinema…/

Nell’era dello streaming, alcuni capolavori sono praticamente introvabili. Oggi per la prima volta, dal 1895, i cinema sono chiusi e la Cineteca di Bologna ha deciso di portare nelle case di tutti la sua esperienza più preziosa, quella del Cinema Ritrovato. E lo fa con un abbonamento streaming e un palinsesto meraviglioso: film di oggi, ma soprattutto di ieri, dove ieri, inizia alla fine dell’Ottocento. Film italiani, europei, statunitensi, di paesi che non esistono più, come la Germania dell’Est o l’URSS, ma anche asiatici e africani….

Un palinsesto, dunque, importante e film anche molto vecchi restaurati e resi perfetti. E un approccio al cinema innovativo: puoi “chiacchierare” con chi in quel momento sta guardando il tuo stesso titolo, condividere impressioni e dubbi, sensazioni e commenti.

Trump bannato, ma da chi?

Non amo Trump, non l’ho mai amato. Ma il fatto che ieri, a 12 giorni dalla fine del suo mandato due colossi dell’informazione (sì, i Social sono anche questo) si permettano di bloccare e poi cancellare i suoi profili mi fa rabbrividire. L’avrebbero fatto se avesse vinto le elezioni??? …voi direte, “se avesse vinto non avrebbe aizzato la conquista di Capitol Hill”…certo…ma ne ha fatte tante… anche peggiori! Ma la cosa che mi fa più rabbrividire è il tifo da stadio di chi per condannare quello che è successo a Washington, usa lo stesso metodo. “Bravo Facebook, bravo Twitter noi abbiamo la verità assoluta…”

Chi crede si avere la verità assoluta o è Dio o è un pazzo. E oggi purtroppo tanti si credono Dio ma sono solo dei pazzi arroganti.Io nella mia libreria ho, ad altezza occhi, il dizionario filosofico di Voltaire e la frase celebre della sua biografa Miss Evelyn Beatrice Hall “Detesto ciò che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto di dirlo”.

La democrazia che diventa intollerante, è ancora democrazia? Qual è il limite, quale la misura?

Si sta aprendo un grande dibattito e come dice Riccardo Luna, “Ieri Internet è cambiata inesorabilmente”. Come sempre, dopo uno shock c’è bisogno di assestamento: quale sarà la linea dei maggiori Social Network nei confronti del neo eletto Biden?

Buon anno! Il 2030 si avvicina…

Abbiamo appena brindato al nuovo anno e ci avviciniamo inesorabilmente al 2030: mancano solo 9 anni e siamo ancora molto lontani dal raggiungimento dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile .

L’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile è un programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità.

Sottoscritta il 25 settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri delle Nazioni Unite, e approvata dall’Assemblea Generale dell’ONU, l’Agenda è costituita da 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile – Sustainable Development Goals, SDGs – inquadrati all’interno di un programma d’azione più vasto costituito da 169 target o traguardi, ad essi associati, da raggiungere in ambito ambientale, economico, sociale e istituzionale entro il 2030.

Programmi e progetti ambizioni ma necessari. Non raggiungerli vuol dire non avere futuro!

A questo link trovate informazioni sui progetti e sui temi affrontati.

Manifesto delle Donne 4.0

Gli attuali scenari di grandi trasformazioni economiche, politiche e sociali evidenziano il ruolo sempre più impattante delle tecnologie in ogni aspetto della vita quotidiana.
La Community Donne 4.0 nasce per supportare le donne ad essere protagoniste nella costruzione di un futuro tecnologico, inclusivo e sostenibile, valorizzando il contributo sostanziale delle donne nell’affrontare le nuove sfide globali.
La Community Donne 4.0 sintetizza in questo manifesto l’empowerment e la leadership femminile nel mondo delle tecnologie come leve strategiche per favorire il progresso e consentire la piena partecipazione delle donne nella chiusura del divario di genere e nella creazione di un mondo più equo.
Le donne devono dotarsi di un mindset innovativo, il mondo della formazione deve avvicinare le donne alle tecnologie, le istituzioni devono valorizzare il contributo femminile e le aziende devono promuovere l’inclusione e la diversità.

Per leggere tutto il manifesto e firmare: https://www.communitydonne4.it/manifesto/

Community Donne 4.0: la presentazione del manifesto

Solo il 18% degli specialisti digitali EU sono donne. Meno di 1 su 5. (Ma il digitale non è il futuro???).
Noi della Community Donne 4.0 crediamo che le donne debbano essere protagoniste e non escluse nella creazione del futuro. Abbiamo elaborato un #ManifestoDonne4 che presenteremo in diretta sulla nostra pagina Facebook, lunedi 14 dicembre alle 18. Un #ManifestoDonne4 che si rivolge a uomini e donne, al mondo dell’istruzione e della formazione, alle aziende, alle organizzazioni pubbliche e agli investitori per chiedere a gran voce di agire concretamente per modificare la cultura esistente e abbattere le barriere tra il futuro e le donne.

I 4 pilastri:

1 – garantire l’accessibilità e il coinvolgimento delle donne nella creazione delle technologie

2 – introdurre la formazione STEM in tutte le fasi di vita, dalla scuola primaria a un life long up-skilling e re-skilling

3 – sostenere l’assunzione di donne nei ruoli tech, anche apicali

4 – sostenere con fondi e finanziamenti l’imprenditoria femminile.

Dobbiamo usare i fondi del #NextGenerationEU, ne parliamo lunedi.

Femminismo e tecnologia.

Ho avuto la fortuna di conoscere Darya Majidi grazie ad una ex collega che mi ha letteralmente buttato dentro la Community Donne 4.0. Ho letto il suo primo libro e ho avuto l’onore di leggere il secondo in pre stampa.

Adoro lo stile colloquiale e franco dell’autrice. Tutto il libro si legge in modo molto fluido e sereno anche se non mancano le critiche e ci sono un bel po’ di bastonate: soprattutto nella parte in cui si parla di COVID e di responsabilità. Politiche, economiche, di visione. Ne parla con la sincerità e la franchezza di chi può permettersi di non mandarle a dire.

Per chi ha letto, come me, il precedente libro di Darya Majidi, alle ormai famose 3 C (Competenze, Compassione e Coraggio) se ne aggiungono altre – Coscienza, Cultura, Comunità – e completano la nuvola di parole sui diritti e il futuro delle donne (e non solo).

Mi sono ritrovata molto nel passo in cui Darya parla di mamme che educano all’equità e che sono quasi viste male da suocere, altre mamme e persone accanto. Mi sono sentita anche io spesso nel disagio della mosca bianca.

Mia figlia di 7 anni al supermercato. Io: “dobbiamo comprare un pensierino a Mattia, mi passi quel bagnoschiuma da maschi (Cars)” e lei “Mamma ma non esistono le cose da maschi e da femmine, lo dici sempre tu”.

Parlare di femminismo oggi sembra anacronistico. Anche io non mi sono mai attaccata questa etichetta addosso. Semplicemente perché ho sempre fatto quello che desideravo e non mi sono mai sentita meno capace o meno in evidenza rispetto agli uomini. Anzi, ho sempre lavorato in contesti maschili senza problemi. Ma ci sono stati due momenti per me significativi: il primo la maternità, che mi ha aperto gli occhi e fatto vedere come quel periodo speciale della vita di una donna sia ad oggi ancora un handicap. Il secondo è stato entrare attivamente nella comunità per fare politica con la P maiuscola, cioè per mettermi a disposizione degli altri. E in quest’ultimo caso mi sono resa conto che sono sola e che non ho donne intorno. ZERO.

È più libera una donna che decide di coprirsi per scelta o una donna che a suon di chirurgie deve sembrare perfetta per piacere agli uomini?” (Darya Majidi)

Leggere un libro di grande ispirazione come questo ci permettere di capire come il futuro stia cambiando e come sia fondamentale sfruttare le tecnologie come elemento abilitante. Ma ci fa anche capire come sia necessario che la questione femminista diventi sempre più una questione (anche) degli uomini. E non solo perché sono padri, nonni, fratelli o mariti. Ma perché senza la loro alleanza le donne non possono e non potranno mai avere diritto ai diritti.

Per acquistare il libro su Amazon: https://www.amazon.it/gp/product/B08J3P3F6J/ref=dbs_a_def_rwt_bibl_vppi_i0

Torna TEDxAscoliPiceno e diventa phygital

Sabato 26 settembre torna TEDxAscoliPiceno: idee innovative in un evento “phygital” in sicurezza (distanziati al Cinema Piceno o in live streaming da casa).
Per interpretare i cambiamenti in atto nella nostra società, serve cambiare il modo di percepire il mondo. Torna ad Ascoli il format statunitense che avrà come tema i “CAMBIAmenti” e sarà in contemporanea con altri TEDx in tutto il mondo.


Un evento unico per il territorio, che concentra pensatori, creativi e innovatori.
Tanti cambiamenti sono già in atto e tante rivoluzioni sono già iniziate: nella tecnologia, nella società, nella didattica, nella crescita personale, nel mondo delle imprese, nel Non Profit. In una situazione così complessa come quella attuale, è difficile immaginare il futuro, ma con la terza edizione di TEDxAscoliPiceno vogliamo stimolare la lettura della realtà che cambia ed allenare la mente ai cambiamenti. Lo faremo apportando una variazione già nel nostro format che sarà fisico e digitale: si parte alle 14, con una scaletta dinamica e multi-sfaccettata che prevede due sessioni con 9 interventi live, la proiezione di video ufficiali TED, momenti di intrattenimento e interazione con i partecipanti collegati in live streaming. Ogni talk durerà al massimo 18 minuti e sarà ad alta intensità: parole forti, messaggi importanti che indagheranno ogni tema, facendoci riflettere e stimolando le riflessioni di tutti noi. In teatro solo 100 persone, le altre saranno collegate sul nostro sito www.tedxascolipiceno.com.

Gli speaker

Protagonisti di questa edizione: Piero Massimo Macchini (artista internazionale di Teatro Comico), Monica Gagliardi (Marketing and Digital Tranformation Director Coin), Marco Sorrentino (carriera ventennale come manager, fondatore della Onlus Michelepertutti), Andrea Buti (Avvocato, esperto in mediazione), Danila Leonori (Docente appassionata di metodologie didattiche innovative e champion del coderdojo Tolentino), Luigi Maria Perotti (Regista RAI e Space Cowboy), Riccardo Zuccaro (Coach e facilitatore professionista), Marco Tinti (Ingegnere, esperto di bioedilizia), Federica Cascia (Marketing Manager Samsung a New York).

Il programma della giornata

Nove speaker calcheranno il palco, alternandosi dalle 14 alle 19 sul tappeto rosso di TEDxAscoliPiceno.
Nel rispetto delle norme anti-Covid abbiamo previsto:

di scaglionare l’ingresso in gruppi,

il distanziamento massimo dei posti all’interno della sala (riducendo il numero di postazioni a sedere);

la misurazione della temperatura all’ingresso;

i dispositivi di sicurezza e igiene in tutti gli spazi e mascherine chirurgiche monoconfezione per tutti.

Sempre per rispettare le normative e le indicazioni in tema di sicurezza e sanità, abbiamo deciso di non prevedere spazi di networking o aree break ma, a due settimane dall’evento, il 10.10.2020, ci rivedremo online per trascorrere due ore insieme a speaker, team, partecipanti in presenza e in streaming, sponsor. Lanceremo insieme il COUNTDOWN di TED, una campagna globale per tradurre in azioni le idee per risolvere il problema del cambiamento climatico, e sfrutteremo le breakout rooms per discutere dei temi a noi cari: clima, energie rinnovabili, cibo, città sostenibili, futuro.

Perché TEDxAscoliPiceno?


Aprire le porte di un TED significa aprire le porte a una nuova comunità di pensatori creativi e innovativi, dinamici e inclusivi, che amano la contaminazione tra mondi e società diverse.
TEDxAscoliPiceno fa parte del programma di eventi TED globali concesso in licenza dall’organizzazione globale TED. TEDxAscoliPiceno è uno spazio inclusivo che dà il benvenuto a persone di tutte le età e background, a tutti i sessi, gli orientamenti e le origini e a tutte le persone con disabilità visibili e invisibili.
Partner
Hanno creduto in noi e supporteranno l’evento: BIM Tronto, Coop Alleanza 3.0, Brainjog – scuola di lingue, Webeing, Zoom.us, Scandolara, QFabbigliamento, Radio Incredibile. L’evento è patrocinato dal Comune di Ascoli Piceno.

Gli organizzatori

Alla guida dell’evento, l’associazione NEXT OdV, che si pone l’obiettivo di far crescere un forum locale di idee che ispiri le persone a cambiare la loro vita, il loro futuro e, infine, il mondo intero. Il gruppo è formato da Sara Leonetti, Silvia Totò, Flavia Narducci e Valeria Petrocchi, dai tecnici (Sergio Consorti, Enrico Corinti, Mauro Corinti, Massimiliano Fabrizi, Riccardo Ferretti) e il team di comunicazione e staff (Alessio Ceci, Massimiliano Cibelli, Anna Rita Giacomucci, Uriano Iuvalò, Chiara Lanciotti, Gloria Recanatini).

About TEDx, x = independently organized event

TED è un’organizzazione senza scopo di lucro dedita a “Ideas Worth Spreading”, spesso sotto forma di brevi discorsi tenuti da importanti pensatori e operatori. Molti di questi discorsi sono tenuti a conferenze TED, TED Salons (più raccolti) e migliaia di eventi TEDx organizzati in modo indipendente in tutto il mondo. Vengono realizzati i video di questi talk e resi disponibili e gratuiti su TED Talks Daily, disponibile su tutte le piattaforme di podcast. Tra le iniziative aperte e gratuite di TED per la diffusione delle idee c’è LinkedIn.


Per informazioni: http://www.tedxascolipiceno.com/
Facebook: https://www.facebook.com/TEDxAscoliPiceno
Per acquistare i biglietti tedxascolipiceno.eventbrite.it
Per partecipare al livestreaming, scrivere a info@tedxascolipiceno.com
Per saperne di più su TED http://www.ted.com
Hashtag Ufficiali: #TEDxAscoliPiceno #TEDx #CAMBIAmenti

L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro di mio padre.

Il primo maggio, che è appena passato, lo dedico a mio padre che non ha mai smesso di lavorare anche durante questa emergenza, come anche mia sorella e io. Perché siamo cresciute con l’idea che il lavoro non è un diritto acquisito ma un dovere fatto di sacrificio e dedizione. Il lavoro è il nostro contributo al progresso e alla società.

Ora, mentre noi figlie abbiamo potuto sfruttare la tecnologia per lavorare da casa, nostro padre no. Dal primo giorno di lockdown abbiamo cercato di dissuaderlo, ormai quasi settantenne, dal tornare in mezzo alle persone. Ma, con il suo modo sempre disarmante di guardare il lato più vero delle cose, ci ha detto “Che facciamo? Fermiamo il mondo?”. Ed era terrorizzato. Ed è ancora terrorizzato. Certo, qualcuno potrebbe dire, ha potuto lavorare perché nei vari decreti non c’era un divieto per il suo codice Ateco. Certo. Ma sono sicura che, anche se fosse stato costretto, avrebbe trovato il modo di lavorare. Forse reinventandosi, forse cambiando modalità. Perché se ti sei sempre tirato su e la maniche e hai abbassato la testa per lavorare, lo fai sempre. E se ti sei reinventato tante volte, trovi il coraggio di farlo di nuovo.

Ecco, ho sentito la necessità di ringraziarlo in questa giornata post festa del lavoro, soprattutto perché vedo tanta gente che si lamenta dal proprio divano. Persone che hanno lavorato poco nella vita e hanno sempre chiesto tanto. Allo Stato in primis: disoccupazione, indennità, cassa integrazione… Badate bene, non sto denigrando gli ammortizzatori sociali! Sia perché sono e rimarrò sempre una donna di sinistra, sia perché li ho vissuti sulla mia pelle lavorando da manager in un’azienda in ristrutturazione, poi acquisita e infine liquidata. So quanto siano fondamentali per una famiglia che si ritrova dall’oggi al domani senza uno stipendio.
Però mi chiedo anche: quanto è giusto passare sempre dalla cassa dello Stato? Se tu azienda non hai la possibilità di “ammortizzare” 60 giorni di stop non puoi dare la colpa al Covid19. Se i tuoi piani erano tarati sull’arrivare a fine mese, sei una massaia, non un imprenditore. Se tu famiglia non sopravvivi con due mesi di pausa e scrivi ogni giorno che vuoi il tuo bonus e la tua cassa integrazione, beh, o non hai mai avuto a che fare con l’INPS, o hai fatto male i conti dell’estetista. Perché parliamo anche di questo: la dignità del povero supera le vostre quattro chiacchiere da social. Chi davvero non può arrivare a fine mese cerca una soluzione, non si lamenta su Facebook.

O dei finti invalidi o dei congedi parentali ne vogliamo parlare? E qui entra in ballo anche mio marito che, come tutti gli altri della famiglia, non ha mai smesso di lavorare. Eppure con due bimbe piccole poteva chiedere il famigerato congedo parentale. E invece no, non gli è sembrato corretto nei confronti dei colleghi e dell’azienda e ha continuato a timbrare il suo cartellino tra mille paure e angosce. Eppure, anche qui, c’è chi ha sfruttato la situazione per farsi due settimane di vacanza a casa.

Sapete quello che penso? Che mentre voi vi riempite la pancia di pane fatto in casa e vi divertite a fare fitness online, c’è un mondo di lavoratori che non ha mai mollato. Che ha lavorato in modo diverso o che ha usato questo tempo per studiare, creare relazioni, porre le basi per ripartire. E mi dispiace, se siete tra quelli che ha dormito in questi 2 mesi, avete perso una delle sfide più grandi della vostra vita.

Ma d’altro canto spero anche che questo Stato inizi davvero a premiare chi non molla mai e non sempre chi si lamenta. Ecco, questa sarebbe davvero la cura per l’Italia del futuro: non elargite bonus per non fare nulla, premiate che ha risposto “si!” alla vostra richiesta di aiuto. Sarebbe la prima grande prova di meritocrazia di un Paese che deve rinascere partendo da qui.