La Second Hand Economy vale l’1,2% del PIL italiano

L’acquisto di prodotti e oggetti di seconda mano non nasce con il digitale. Certo! Ma quando dai mercatini, la trattativa si è spostata online, ne hanno tratto beneficio tutti: compratori, venditori, curiosi e, perché no?, ambiente. Sì perché ci riempiamo la bocca di ecologia e di sostenibilità e poi buttiamo cose che potrebbero tranquillamente avere una seconda o una terza vita. Entrando nell’orbita della tanto citata economia circolare.

E poi, non parliamo di spiccioli! A svelarlo è infatti la quarta edizione dell’Osservatorio Second Hand Economy condotto da Doxa per Subito, la prima piattaforme italiane per comprare e vendere. Beh, Doxa stima che il valore dell’economia dell’usato è di 21 miliardi di euro, ben 1,2 % del PIL italiano con una crescita sull’anno precedente del 31%.

Apro una parentesi personale: soprattutto quando hai dei bimbi piccoli, ti rendi conto che il ciclo di vita di un prodotto, di un vestito, di un paio di scarpe è davvero ridotto. Ora, chi ha in mente di metter su una squadra di calcio può mettere tutto in soffitta e utilizzarlo poi, ma chi si ferma a 1 o al massimo 2 figli può mettere seggiolini, seggioline, attrezzi vari online. L’e-commerce, in fondo, è facile e utile per tutti.

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