Mi sono licenziata (anzi dimessa) 4 volte. 4 volte completamente diverse perché erano 4 “me” diverse. A 26 anni non si è come a 39. Senza figli non si è come con due figlie piccole.
E sono convinta che queste 4 volte mi abbiano fatta diventare quella che sono oggi. Se fossi rimasta “impantanata” nel primo contratto a tempo indeterminato non avrei fatto esperienze enormi, conosciuto persone, viaggiato tanto e non mi sarei misurata professionalmente e personalmente.
Mi sarei accomodata sui miei rancori. Sugli avanzamenti promessi (ad altri), sulla carriera impossibile.
Ho fatto più fatica, certo! Ma non ho rimpianti. Colleziono errori, tentativi, successi e energie.
Perché siamo come Fantozzi che pur di mantenere il suo posto fisso si fa umiliare? Perché siamo così spaventati dal ricominciare? Eppure cambiare è nella natura delle persone!

PS: la terza volta, mi sono dimessa in periodo protetto di maternità. Con incluso colloquio/inchiesta dell’Ispettorato p. del Lavoro. Il loro obiettivo? Farmi confessare che non volevo dimettermi…non supportare il mio cambiamento necessario con una figlia di 3 anni e una di 10 mesi.

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