Arte Comunicazione

La bellezza ci salverà (?)

Ad Ascoli Piceno la “Ricerca della bellezza” è una mostra, tratta dalla collezione privata Cavallini Sgarbi. Ho visitato la mostra con le mie bambine di 6 e 9 anni, cresciute a pane e curiosità.

Ho sempre amato l’arte, soprattutto quella contemporanea. Questa mostra è il punto di vista di Vittorio Sgarbi e sua sorella Elisabetta, il frutto della loro ricerca ma anche dei loro personalissimi gusti. E questo traspare anche – troppo a mio avviso – dalla poca cura nello storytelling. Pochi pannelli, nessun racconto. L’unico strumento di “comprensione” è un audioguida essenziale con solo una ventina di commenti con la voce e lo stile di Sgarbi.

Mutuando il metodo intimo e personale che ha guidato la selezione delle opere, posso dire di aver apprezzato la sala con i dipinti del Seicento, (Maddalena scortata dagli angeli di Pier Francesco Mazzucchelli detto Morazzone, l’Allegoria del tempo – La vita umana – di Guido Cagnacci, il Ritratto di Francesco Righetti di Giovanni Francesco Barbieri detto il Guercino.

Ho visitato la mostra con due bambine curiose che l’hanno apprezzata molto per l’impatto scenografico e, probabilmente, perché hanno potuto dare la loro libera interpretazione dei tanti dettagli ed elementi. Senza grandi sovrastrutture. Ma, come spesso in Italia, nessun elemento della produzione ha interagito con loro: nessun percorso dedicato, nessun elemento di gioco, nessun particolare da scovare. L’audioguida è assolutamente inadatta per il linguaggio crudo e per i rimandi sessuali.
Certo, c’è la mamma che sai come stimolare il loro interesse, catturare la curiosità e provocare stupore, ma sono sempre più convinta che senza produzioni in grado di intercettare il pubblico dei piccoli, l’arte italiana sia destinata sempre di più ad una nicchia di appassionati cultori della materia.