Premessa: il colosso del lusso ha realizzato nel primo trimestre del 2022 un fatturato di 9,12 miliardi di euro, con un incremento del 35% (+30% in crescita organica) rispetto al primo trimestre del 2021, trainata in particolare da Louis Vuitton e Dior. Dal punto di vista geografico, l’azienda nel suo complesso ha registrato nei primi tre mesi dell’anno un incremento dell’8% in Asia, Giappone escluso (+30% in Giappone). Per quanto riguarda la divisione ‘Moda e Pelletteria’, il trend è di poco superiore al 10%, come suggerito dal direttore finanziario Jean-Jacques Guiony durante una videoconferenza con gli analisti, mentre l’Europa è intorno al +50% e gli Stati Uniti al +30%, riconoscendo che c’è stato “un impatto sul business”. (Fonte FashionNetwork.it)

Attualmente lo scenario prevede lockdown circoscritti ma gestiti e una situazione emergenziale non ancora conclusa. Ma i consumi del comparto lusso reggono, soprattutto online.

A questo dobbiamo collegare la strategia di LVMH che mira a gestire il digitale e l’ecommerce come mano lunga del canale retail, partendo da un concetto: in Cina le grandi città hanno enormi centri commerciali e spesso un’area luxury. In tutto il resto del Paese invece la situazione è frammentata e non “posizionata”. Cosa fare? stimolare la richiesta del lusso nelle classi emergenti attraverso l’ecommerce. Facile, immediato. Potente.

LVMH ha una relazione di lunga durata con la Cina: è stato infatti tra i primi a entrare nel Paese e a investire e sviluppare in loco la propria attività: Louis Vuitton ha aperto una boutique pionieristica nel Palace (ora Peninsula) Hotel di Pechino. Il loro interesse è in molteplici progetti, compresa l’apertura di negozi Louis Vuitton e Dior nel primo centro commerciale di Shanghai, il prestigioso Plaza 66, l’organizzazione di una spettacolare sfilata Fendi sulla Grande muraglia cinese e l’allestimento di una sfilata Dior sul viale che costeggia il fiume di Pechino, il famoso Bund. La dimensione culturale, parte integrante dell’attività della Maison, è stata anche promossa attraverso numerosi eventi svolti nelle città di tutto il Paese. Alcuni esempi comprendono l’esibizione Chaumet nella Città Proibita di Pechino, la sponsorizzazione da parte di LVMH del sipario di Oliver Debré per il Shanghai Gran Theatre, il sostegno all’incredibile mostra “Tesori impressionisti delle collezioni nazionali francesi” e la presenza nel padiglione francese all’Expo di Shanghai nel 2010. (fonte LVMH)

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